La chirurgia percutanea mininvasiva del piede è ormai diventata pratica comune nella correzione dell’alluce, dei metatarsi e delle dita piccole.

La tendenza della chirurgia ortopedica del piede è orientata nell’utilizzare tecniche innovative e sempre meno invasive, che permettano di risolvere o minimizzare alcuni dei problemi incontrati nella chirurgia aperta ma al contempo riducendo le complicanze, migliorando ed accorciando il processo di recupero postoperatorio.

La patologia più comunemente trattata con tale tecnica è l’alluce valgo.

Ma la tecnica chirurgica mininvasiva permette di trattare anche altre deformità dell’avampiede, come il dito a martello. Sono trattate agevolmente con tale tecnica anche le metatarsalgie, conseguenza di un sovraccarico plantare doloroso delle teste metatarsali.

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La chirurgia percutanea, trattandosi comunque sempre di intervento chirurgico, deve essere eseguita da chirurghi esperti del piede, sia in chirurgia tradizionale che in chirurgia percutanea.

Attualmente anche la chirurgia percutanea ha conosciuto una grossa evoluzione! Si tratta della tecnica MICA: Minimal Invasive Chevron Akin.

Di cosa si tratta?
Fino a poco tempo fa, la chirurgia percutanea non prevedeva la stabilizzazione ossea e la correzione del metatarso ma solo una correzione estetica dell’alluce. E spesso questo ha causato insuccessi con metatarsalgia secondarie e recidive!
Ma attualmente la tecnica MICA permette di unire i vantaggi della chirurgia open (correzione e stabilizzazione ossea) a quelli della chirurgia percutanea di II generazione (non invasività dei tessuti molli, ridotto tempo operatorio e recupero più celere, carico precoce, ridotta formazione di tessuto cicatriziale e minori complicazioni correlate all’esposizione di tessuto chirurgico).
L’intervento viene eseguito in Day Hospital e non richiede immobilizzazione lunga! Già dopo due settimane è possibile esercitare, con la scarpa post operatoria, il carico completo!

Decorso post operatorio
L’intervento viene eseguito in Day Hospital e non richiede immobilizzazione lunga.
Al momento delle dimissioni, che avvengono in genere il giorno seguente all’intervento, il paziente torna a casa, anche senza l’ausilio di stampelle, indossando una scarpetta post operatoria che consente l’appoggio solo sulla porzione posteriore mantenendo in scarico l’avampiede. Con questa scarpetta, indossata per circa 6 settimane, il paziente può deambulare senza grossi problemi. Al termine di questo periodo viene eseguito un controllo clinico e radiografico che in genere permette di autorizzare l’utilizzo di una calzatura normale.
Nei primi giorni dopo l’intervento al paziente si consiglia un’attività fisica minima, alternando brevi camminate in ambiente domestico, a lunghi momenti di riposo per accelerare la regressione dell’edema post operatorio e la scomparsa del dolore al piede.
Già dopo due settimane è possibile esercitare, con la scarpa post operatoria, il carico completo!